giovedì 1 marzo 2012

LA PRIMAVERA CON VAN GOGH


Ti guardi attorno e ti accorgi che la Primavera è in arrivo e allora di fronte a questa improvvisa rinascita ti prende quella voglia irrefrenabile di guardare il cielo che è di un blu incredibile, di respirare a pieni polmoni come se fosse la prima volta perché l’aria frizzantina che ti accarezza il viso profuma di fiori, di sentire sulla pelle i raggi tiepidi del sole…e non ti sai spiegare il perché di questa euforia che solo questa stagione sa regalare.
Quest’anno per augurarvi una Primavera carica di sensazioni coinvolgenti e che vi regali tutta la gioia di vivere, sono andata alla ricerca di qualche opera di Van Gogh , l’ho raccolta in questo piccolo slide che condivido con voi.
Mi è piaciuto ricordare il Grande Van Gogh che, nonostante la scelta di abbandonare tragicamente la vita in giovane età, amava i colori, la natura, i fiori e perché mi auguro che la Primavera regalasse anche a lui un po’ di quella felicità che sempre ha rincorso.


(Le opere dell'artista sono state da me raccolte in immagini google )

martedì 21 febbraio 2012

CHE SI STIA AVVICINANDO LA PRIMAVERA?

Non c'è cosa come la mimosa che mi fa sentire
il profumo della primavera che si avvicina
e la mia pianta, nonostante il gelo e la neve,
ha voluto anche quest'anno regalarmi il
suo solare colore che ha illuminato
la mia stanza.
A tutti voi un rametto
e un abbraccio
Bruna

venerdì 17 febbraio 2012

LA FESTA DEL GATTO

Non sapevo che esistesse anche la festa del gatto ed allora che c'è di più bello che ritrovarlo nelle bellissime opere dei Grandi della pittura a riprova che in ogni epoca questo animaletto è stato amato?....

"Se sei degno del suo amore, un gatto sarà tuo amico, ma mai il tuo schiavo" ...





Franz Marc
F. Von Lenbach
Georges Braque
Pierre Bonnard
Pablo Picasso
Paul Klee
Paul Gauguin
Vassily Kandinski
Renato Guttuso
Francisco Goya
Franz Marc
Edouard Manet
Marc Chagall
Ludwuig Kirchner
Andy Warhol
Edouard Manet
Giovanni Boldini
Auguste Renoir


Paul Klee

lunedì 13 febbraio 2012

LA NEVICATA

Tanto per non allontanarci dalla candida atmosfera che da giorni ci circonda, che ne dite di coccolarci con un racconto-favoletta ? "La nevicata" fa parte del mio libro "L'Allegra Compagnia" Mi fa piacere condividere questa favoletta con chi ancora non la conosce e con chi l'ha già letta...Allora mettiamoci davanti al caminetto...vi fa piacere un the caldo o una fumante cioccolata?


I larghi fiocchi che frullavano nell’aria avevano cambiato il Magazzone. La Costa sembrava la barba di Babbo Natale e tutto attorno i rumori davano l’impressione di essere avvolti nell’ovatta, attutiti, quasi irreali.
Il Pettirosso Leo, che era molto giovane, non riusciva a comprendere cosa stesse succedendo perché mai aveva visto nulla di simile. Era convinto di essere diventato cieco,
perché non vedeva più i colori e tutto quel candore quasi lo stordiva.
Decise a quel punto d’andare a chiedere spiegazioni al Gufo Agenore perché lui aveva fama di essere erudito e di avere una risposta su tutto. Svolazzò un po’ di qua, un po’ di là, ma si rese conto di avere perduto l’orientamento. Venne in suo aiuto il Piccione Martino che dall’alto, fra quel turbinio di fiocchi, riuscì ad indicargli la quercia nella quale abitava il Gufo.
Agenore abitava nella vecchia quercia da tanto tempo e facevano a gara tra di loro a chi aveva più anni, quindi sia l’una che l’altro, avevano assistito a molte nevicate.
Quando arrivò Leo, tutto infreddolito, imbacuccato, disorientato ed anche un po’ spaventato, il Gufo lo rassicurò dicendogli:
“Non ti preoccupare, è solo una nevicata.”
“Una nevicata? E che significa?”
“Secondo te che cosa significa il vento? E la pioggia? E il temporale? In modo diverso, ma è un po’ la stessa cosa e cioè un elemento della Natura, la quale si manifesta in tante maniere ed in questo caso, con una nevicata. Non c’è da avere paura. Ti dirò, se non ci fossero questi cambiamenti continui del tempo con il suo incessante andare, col trascorrere dei giorni, degli anni, sarebbe tutto così monotono. Non ti pare?”


“Ho capito. Io, però, vorrei sapere se tutto rimarrà per sempre così bianco, o se ritornerà il verde, i colori dei fiori, l’azzurro del cielo, insomma tutto come prima.”
“Certo, sciocchino, quando la neve, col calore si sarà sciolta, tutto tornerà come prima. Spero di averti convinto.”


“Ti ringrazio Agenore. Ora, però, non so se ritroverò la strada di casa. Ti dispiace se questa notte rimango a dormire qua da te?”
“Certo che puoi, Leo, anzi, sarò contento di avere la tua compagnia. Non stare sulla porta, entra, qua fa un bel calduccio,”
Leo, rassicurato, entrò, si tolse il passamontagna e la sciarpa. Provava un po’ di soggezione perché Agenore aveva fama di essere molto saggio, ma il Gufo lo mise subito a suo agio dicendogli se aveva voglia di fare una partitina a carte. Il Pettirosso Leo non era un gran giocatore, ma accettò ed è inutile dire che non fece altro che perdere, al che il Gufo comprese che era meglio smettere anche perché era l’ora di mettersi a tavola. Finito il pasto di semini e bacche, il Gufo Agenore accese la pipa ed iniziò a raccontare le sue avventure di gioventù e di quando,

peregrinando da una collina all’altra, da un albero all’altro, trovò dimora nella quercia nella quale ancora abitava.
Gli era piaciuto subito quel luogo, perché di là poteva godere di un bellissimo panorama, che spaziava dalla montagna al mare e nelle notti serene, poteva darsi all’osservazione delle stelle e ad ascoltare i rumori della notte. Con tutto ciò, nonostante preferisse vivere la notte, non era detto che non amasse le giornate di vento, di pioggia, perché era affascinato da tutto quello che lo poteva avvicinare alla natura.
Il Pettirosso aveva sentito dire dal Grillo Gedeone che il Gufo conosceva il nome delle stelle e delle costellazioni e che la notte per lui non aveva alcun segreto, e così, anche se un po’ timidamente, chiese:
“Mi ha detto il Grillo Gedeone che tu sai tutti i segreti del cielo e della notte ed io che sono un curiosone di natura, avrei piacere se tu , sempre che non ti arrechi troppo disturbo, mi raccontassi qualcosa.”



“Tutti i segreti? Non esagerare! Chi puo’ sapere tutti i segreti della notte e del cielo?
Posso dirti quello che ho già detto a Gedeone, e cioè che so il nome di alcune stelle, perché le stelle sono miliardi e miliardi, so il nome di alcune costellazioni, qualcosa che ho ascoltato, osservato, scrutato durante le notti in cui non riesco a prendere sonno.


Mi piace sentire il rumore del vento che ulula tra i pini, la brezza settembrina tra i rami,



il ticchettio della pioggia in primavera



e il tuono che tutto fa rimbombare, ma poi, sai, spesso io lascio libertà alla mia immaginazione e fantastico su altri mondi.







Tu, pensi che in questa grande immensità che è l’universo, ci siano solo gli esseri viventi che popolano la terra? Non ti pare che se pensassimo questo, saremmo un po’ presuntuosi? A volte mi metto a sognare ad occhi aperti e favoleggio su strani esseri che esistono in un pianeta che io immagino si chiami Zenda. Sono esseri che non assomigliano né a noi, né all’uomo.”
“Ma se non assomigliano né a noi, né all’uomo, che sembianze possono avere?”
“Leo caro, perché non li immagini a modo tuo? Non saranno certamente come li vedo io. E’ così difficile chiedere aiuto alla fantasia? Ricorda, che se riuscirai a fartela amica, non ti sentirai mai solo, perché lei ti porterà dove tu vorrai.”


“Dove voglio io? Vuoi dire che se le chiedo in questo momento di farmi andare a trovare la Rondinella Cesarina in Africa, la fantasia ci riesce?”
“Provaci”
Il Pettirosso non era del tutto convinto della cosa, ma volle pensare di volare verso l’Africa ed improvvisamente




gli parve di librarsi in alto, sempre più in alto e davanti ai suoi occhi apparvero paesaggi bellissimi, monti innevati, mari azzurri ed in lontananza l’Africa e ritrovò la sua amica Rondinella…. Gli parve talmente vero tutto ciò, che allungò le ali per stringerla, ma la voce del Gufo lo riportò alla realtà:
“Allora, l’hai trovata la tua amica Cesarina? Come vedi, non è difficile con la fantasia, ma è importante sapere tornare alla realtà, perché non si puo’ vivere sempre sulle nuvole, ma tenere i piedi ben saldi a terra, anche se ci aiuta, ogni tanto, fantasticare.”
“Come sono contento di essere qua con te Agenore e ringrazio questa nevicata che mi ha dato la possibilità di imparare tante cose. Posso tornare qualche altra volta a trovarti?”
“Puoi tornare quando vuoi se ti fa piacere.




Ora, però, diamo un’occhiata al tempo”
Il Gufo e il Pettirosso, si affacciarono e rimasero incantati nel vedere i larghi fiocchi che continuavano a cadere volteggiando dolcemente, a volte turbinando perché il vento passava con forza tra di loro. Pareva loro impossibile che, leggeri com’erano, potessero formare quello spessore che tutto copriva.
Il Pettirosso Leo, mai avrebbe dimenticato quella nevicata, ma soprattutto quello che aveva imparato dal Gufo sull’osservazione della Natura, che spesso lui, così giovane, preso magari da altri interessi, aveva trascurato e quello che aveva appreso sull’universo della fantasia che ci puo’ portare dove la realtà a volte non ha potere.





giovedì 9 febbraio 2012

GABBIANI


Gabbiani

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.


(Vincenzo Cardarelli)